Lorenzo Scaramella, appassionato di fotografia dall’infanzia, grazie ai continui e molteplici stimoli che gli venivano dal padre e dal suo entourage parigino di appassionati di arte, inizia il suo percorso artistico che lo porterà a privilegiare l’immagine fotografica come modalità per accostarsi al mistero della bellezza e della verità. Gli studi compiuti presso la facoltà di Fisica, assieme a quelli di Filosofia e Filosofia della Scienza con Tullio Gregory e Vittorio Somenzi, l’apprendistato sul campo con l’archeologo ed egittologo Guy Weill Goudchaux, lo portano a coniugare l’amore per l’arte, in particolare l’arte antica, e gli studi di estetica con le più sofisticate ricerche tecniche nell’ambito della chimica fotografica e della strumentazione fotografica.

Il suo percorso artistico prende inizio con il creare immagini fotografiche muovendo dai monumenti dell’antico Egitto, ma ben presto sarà l’arte greca a catturare il suo sguardo. La frequentazione dell’antichità greco-romana costituisce ancora oggi la fonte inesauribile della sua ispirazione e realizzazione artistica.

ScaramellaNon deve tuttavia sorprenderci il fatto che la sua prima mostra del 1983 avesse un unico soggetto, la Basilica di San Pietro, e che fosse un omaggio al barocco e a Bernini. Tra le immagini campeggiano i ritratti dei due Angeli dorati della Cappella del Sacramento.

Numerose esposizioni in varie città d’Italia trovano largo consenso sia da parte degli studiosi d’arte e in particolare dell’arte fotografica sia di un pubblico più vasto di appassionati del bello eterno gli confermano l’importanza della sua personale ricerca.

Il desiderio di presentare ri-presentificando attraverso immagini fotografiche le grandi opere d’arte lo ha spinto allo studio della fotografia come sintassi espressiva e alla ricerca e documentazione sull’evoluzione delle differenti tecniche di stampa, in special modo quelle abbandonate, speso per ragioni puramente commerciali, lungo gli oltre centocinquanta anni di storia della Fotografia.

Questi studi sono stati accompagnati da ricerche sperimentali miranti a riprodurre le antiche tecniche di stampa utilizzando le formule originali, sulla base degli scritti di manuali e trattati dell’epoca, rinvenuti presso numerose biblioteche italiane ed estere. L’esperienza acquisita fa sì che Lorenzo Scaramella diventi l’esperto unico in tale dominio e il consulente di numerosi musei o istituzioni dove giacciono, purtroppo ancora spesso in condizioni tutt’altro che ideali, intere raccolte fotografiche.

Grazie alla sua collaborazione sono nate interessanti esposizioni di foto ristampate con le tecniche dell’epoca della loro realizzazione, quali:

  • Filippo Rocci e la fotografia pittorica - Istituto Nazionale per la Grafica, a cura di M. Miraglia, nel 1986.
  • Sguardo e Memoria, A. Lombardi-Satriani e la fotografia signorile - Istituto Nazionale per la Grafica e Università della Calabria, a cura di M. Miraglia e L. Lombardi-Satriani, nel 1987.
  • Das Italien der Alinari - per la Alinari di Firenze, in occasione della mostra del libro di Francoforte, nel 1988.
  • Ester B. Van Deman - per l'Accademia Americana di Roma, a cura di K. Einaudi, nel 1990.
  • Federico Peliti, un fotografo piemontese in India al tempo della Regina Vittoria - Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, nel 1993.

 

Nel 2008 conduce uno stage a Parigi, per gli allievi dell'Institut National du Patrimoine, sulle tecniche di stampa al pigmento.

Partecipa all'Ecole des Hautes Etudes della Sorbona ad una giornata di studi su Patrimoine Photographique con una relazione sull'importanza dello studio e dell'applicazione della prospettiva nella fotografia, in particolare di opere d'Arte.

Nel convegno 'Fotografia tra arte e tecnica' in apertura all' esposizione personale 'Le Creature di Prometeo' svoltasi a Bracciano nel maggio-giugno 2010, illustra l'importanza della prospettiva fotografica, prodotta grazie alla potenza strumentale dell' "obiettivo" che "collabora" strettamente con l'artista nella creazione del progetto grafico. La teoria è esemplificata dalle immagini fotografiche esposte, in special modo dai ritratti della monumentale statua del "Galata" del museo nazionale Romano di Palazzo Altemps. realizzate riprendendo il soggetto, lasciandosi andare alle sue regole e mostrando come, paradossalmente, un punto di vista che può essere giudicato sbagliato, secondo determinate regole, possa influenzare l'interpretazione dell'opera e rivelarne aspetti sorprendenti.

Collabora alla realizzazione, per il Museo di Roma, Palazzo Braschi all'esposizione "Fotografare la Storia: Stefano Lecchi e la Repubblica Romana del 1849".

Lorenzo Scaramella è stato anche chiamato da numerosi Istituti pubblici e privati, in Italia e all’estero, come docente in stages rivolti alla conoscenza dell’evoluzione delle tecniche di stampa, per illustrare visivamente la realizzazione delle stampe in questione e per discutere le loro problematiche di conservazione e restauro.

L’incarico di insegnamento di Storia delle Tecniche Fotografiche presso la facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell’Istituto Suor Orsola Benincasa a Napoli gli offre l’occasione di frequentare nuovamente con assiduità i magnifici bronzi della Villa dei Papiri e le opere della Collezione Farnese. Dalla frequentazione di queste opere nasce nel 1999 la realizzazione di un’esposizione al Museo Archeologico di Napoli di cento immagini, stampate con le tecniche fotografiche più svariate, in cui le foto, accostate ai capolavori originali, in marmo o in bronzo, rivelassero al visitatore la possibilità di uno sguardo vivificante in intimo dialogo con l’anima delle sculture.

Accanto all’attività artistica le sue conoscenze lo portano, dalla fine degli anni ’80, a occuparsi del riconoscimento e della salvaguardia di intere collezioni fotografiche storiche. Nascono, così, numerosi lavori di conservazione e riproduzione delle raccolte fotografiche svolti per enti e istituti.

Tali lavori consistono in un ordinamento degli originali e, a seconda dei casi, nella loro riproduzione su materiali moderni più stabili, e alla loro digitalizzazione.