Lorenzo Scaramella è un artista che sa creare sostanza dalle ombre. Le sue fotografie, stampate con tecniche ricercate, emanano un’aura densa di suggestione che ci rimanda alla storia di questo mezzo di documentazione ed espressione.

Dodicenne romano, comincia a fare foto. All’Università di Roma studia fisica, che più tardi forse gli ha dato la base concettuale per le sue ricerche scientifiche nelle tecniche fotografiche. Si laurea in filosofia e poi adotta la fotografia come professione.

Ora è riconosciuto a livello internazionale come autorità nella storia della fotografia e nella conservazione del patrimonio fotografico. Così viene chiamato per consigli ed interventi da istituzioni come l’Istituto Centrale per il Catalogo, l’Istituto Nazionale per la Grafica, la British School e l’American Academy di Roma. Insegna la sua materia all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e porta le sue conoscenza nei corsi e convegni di altre università e centri di cultura.

Prima però di essere storico e tecnico della fotografia, Scaramella è un esteta attratto soprattutto dalle opere d’arte greco-romane, rinascimentali e barocche.

Fotografa in dettaglio creazioni come la Venere calipigia e l’Apollo di Napoli, l’Amazone dei Musei Capitolini o il Busto di Niccolò da Uzzano del Donatello nel Bargello di Firenze. Le stampa, come si vede nella presente mostra, con una varietà di tecniche ora recondite perché sviluppate nell’ottocento e abbandonate in seguito perché inadatte alla produzione di massa.

Così ci dà il piacere di vedere le sfumature espressive che si possono ottenere per esempio con la stampa su carta salata, al platino, alla gomma arabica, ed alla gelatina-argento.

Con l’occhio di un maestro assieme alle sue mani di tecnico polivalente, Lorenzo Scaramella crea degli effetti estetici inattesi e memorabili.

Milton Gendel